Istituto Golgi


Scarica gratuitamente la nostra App!
mappa
Indirizzo: Piazza C. Golgi, 11 - Abbiategrasso
Orari: n.d.
Tel: 02.948521
Fax: 02.94964772
Costo: Gratis
Giorni chiusura:
Warning: Invalid argument supplied for foreach() in /nfs/c11/h04/mnt/197702/domains/terreslow.eguide.it/html/wp-content/themes/eguide/loop-singlePOI.php on line 139

La sede storica dell’Istituto Geriatrico Camillo Golgi, uno dei tre istituti amministrati dall’Azienda di Servizi alla Persona Golgi Redaelli di Milano, è il risultato di un’opera di stratificazione edilizia durata diversi secoli. Il nucleo originario del complesso va individuato nel monastero femminile di San Martino, forse fondato dai Cistercensi di Morimondo, le cui più antiche notizie datano al 1218; alla fine del XV secolo alle monache Benedettine subentrarono le Clarisse Osservanti, che costruirono una nuova chiesa dedicata a Santa Chiara. Di questa fase storica restano alcune significative testimonianze architettoniche, tra cui alcuni elementi dei porticati a colonne del chiostro e parti delle volte a crociera della ex chiesa.

Continua a leggere

Nel tempio attuale è conservata l’originaria pala dell’altare maggiore della chiesa delle Clarisse raffigurante la Madonna con il Bambino e i Santi Francesco e Chiara d’Assisi, opera di Camillo Procaccini riferibile al 1612 circa; una cantoria sopraelevata ospita invece una Madonna con il Bambino databile al 1470-1472 circa, attribuita a Stefano de’ Fedeli: si tratta di un affresco strappato proveniente da Santa Maria Annunciata, l’antico convento dei Francescani Osservanti di Abbiategrasso, luogo che nel corso dell’Ottocento condivise per alcuni decenni l’utilizzo a fini assistenziali che era toccato all’antico chiostro delle Clarisse.

Nel 1782, infatti, il monastero di Santa Chiara venne soppresso e nel giro di tre anni l’edificio claustrale fu adibito a sede della Pia Casa degli Incurabili, istituita dall’imperatore Giuseppe II d’Asburgo per il ricovero di individui inabili, privi di mezzi di sostentamento e affetti da malformazioni o patologie che all’epoca erano prive di cure. Il progetto di ricostruzione e adattamento dell’antico complesso alla nuova destinazione fu affidato a Leopold Pollack, imperial regio architetto al servizio della Casa d’Austria, che attuò i lavori tra il 1786 e il 1787; successivamente intervennero con consistenti ampliamenti e ristrutturazioni gli ingegneri Lorenzo Carmagnola (1854) e Giuseppe Balzaretto (1873). Presso la Pia Casa tra il 1873 e il 1875 operò come primario Camillo Golgi, il quale proprio in quella sede sviluppò la tecnica della colorazione dei neuroni cerebrali, che nel 1906 gli valse l’assegnazione del Premio Nobel per la medicina.

Fin dal 1785 la Pia Casa fu gestita dai Luoghi Pii Elemosinieri di Milano e ne seguì le complesse vicende storiche, passando attraverso le successive amministrazioni della Congregazione di Carità e dell’Ente Comunale di Assistenza fino all’attuale ASP Golgi-Redaelli, che ricorda anche nel nome lo scienziato che le ha dato lustro. Riconvertito gradualmente all’assistenza geriatrica negli anni successivi alla seconda guerra mondiale, oggi l’Istituto, dotato di nuovi reparti adeguati alle esigenze della geriatria, è specializzato nell’assistenza e nella riabilitazione delle persone anziane. Il diffondersi, in anni recenti, della malattia di Alzheimer, ha stimolato l’ASP Golgi Redaelli ad attivare presso l’Istituto Golgi un Centro di Ricerca sull’invecchiamento cerebrale, dando così continuità ideale agli studi e alle ricerche sul cervello intraprese da Camillo Golgi alla fine del XIX secolo. Inoltre l’Istituto ha creato due Nuclei specializzati per l’assistenza ai malati di Alzheimer che costituiscono oggi un punto di riferimento riconosciuto a livello nazionale.

Lascia un Commento